Sicilia, inizio Novecento. A Castellatani gli uomini sono destinati a respirare la polvere dello zolfo. La grande miniera sulla collina è un dio crudele che divora i carusi e restituisce sudore, fatica e una promessa di lavoro. Teresa è cresciuta con un desiderio più grande della sua età: diventare maestra e insegnare ai bambini del paese come sognare un mondo migliore. Ma in una realtà in cui le scelte sono già scritte dalla tradizione, la sua vita si intreccia con quella di Giovanni, uno zolfataro che conosce i cunicoli sotterranei come le stanze di casa. Il loro matrimonio nasce dalla necessità, eppure, tra turni massacranti e promesse di futuro infrante, i due scoprono un amore lento, fatto di sguardi e piccoli gesti, capace di resistere alle leggi morali inscalfibili di una comunità chiusa e arroccata nell'entroterra. Un amore che può metterli al riparo dalla miseria, ma non per sempre. Irene Di Liberto racconta una storia d'altri tempi con una voce calda ed emozionante, partendo dal ricordo del nonno paterno, caruso della zolfara di Casteltermini, una delle miniere più importanti d'Europa. La zolfatara è un grande romanzo di donne e di uomini, di madri e figlie, di sogni che resistono anche quando tutto sembra negare il cambiamento. Una saga familiare del Sud Italia capace di parlare al presente e di toccare corde universali.