Il Servizio Sanitario Nazionale, nato con la legge Anselmi del 1978 per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini, è giunto a uno snodo drammatico. Tra liste d'attesa infinite, pronto soccorso collassati, fughe nel privato ed emorragia di medici e infermieri, l'universalismo pubblico rischia di trasformarsi in una promessa svuotata. In questo saggio rigoroso e appassionato, Andrea Crisanti supera la cronaca dell'emergenza per analizzare i nodi strutturali che minacciano la sanità italiana. Dal paradosso dell'innovazione tecnologica - che, se non governata, amplifica le disuguaglianze - alle storture dell'intramoenia e del ruolo della sanità privata, accreditata e non, dal nodo irrisolto della medicina territoriale fino ai limiti della sanità integrativa e della governance politica, l'autore smonta i falsi miti ed evidenzia le crepe del sistema. Attraverso un'analisi impietosa ma profondamente costruttiva, arricchita dalle sue proposte di riforma presentate in Parlamento, Crisanti dimostra che la crisi attuale non è inevitabile. È il risultato di precise scelte politiche a cui è urgente opporre una visione alternativa che modifichi radicalmente il sistema, smetta di favorire il privato e cerchi invece di valorizzare la sanità pubblica. Un libro manifesto per difendere un bene comune e restituire al futuro una delle più alte conquiste della Repubblica.