Roma, 7 agosto 1990. In un pomeriggio di fuoco, all'interno degli uffici di via Carlo Poma 2, la vita di Simonetta Cesaroni viene spezzata da ventinove colpi d'arma bianca. Da quel momento ha inizio uno dei gialli più complessi, dolorosi e mediatici della storia italiana: un caso contrassegnato da lacune insanabili, piste fallimentari e una desolante confusione investigativa che per trentasei anni ha allontanato la parola «giustizia». Dopo processi clamorosi, condanne ribaltate e definitive assoluzioni la famiglia Cesaroni sceglie di non arrendersi al silenzio. Attraverso il ritrovamento di documenti inediti questo libro ripercorre le ombre di quel palazzo, le omissioni del passato e le incredibili discrepanze nei racconti di chi, quel giorno, si muoveva intorno alla scena del crimine. Oggi, grazie alle nuove e sensibilissime tecnologie della scienza forense, le tracce del DNA parlano una lingua diversa. In nome della verità non è solo il resoconto dettagliato di un'indagine autonoma e coraggiosa, ma un grido d'appello e un atto d'amore per Simonetta. Perché il tempo non deve essere un alleato dell'oblio, ma un'arma per liberare le coscienze di chi sa e non ha ancora parlato.