Dal post-fascismo al potere. Dalle catacombe di Colle Oppio alle stanze dorate di Palazzo Chigi.
Ritratto non autorizzato di Giorgia Meloni.




È arrivata alla vittoria dopo una marcia incontrastata, e inattesa. Dal gruppo-setta dei Gabbiani al vertice dello Stato. Dalle tartine, frittini, prosecchi e pecorino assaggiati durante i desolati tour in periferia allo scontro politico con i vecchi capi del post-fascismo che l'hanno prima scelta e poi subita.
Da presidente di Fratelli d'Italia, un partito che sembrava destinato a durare una settimana, Giorgia Meloni è la prima donna che arriva a conquistare il potere in Italia, con una storia a destra, tutta ancora da scrivere.
Susanna Turco, firma de L'Espresso, ricostruisce il cammino della leader verso la guida del governo. La sua formazione, la famiglia, gli amici, i nemici, i mentori, gli ideologi, i lobbisti, le reti europee e internazionali, i segreti di una donna che ha fatto dell'ambiguità la sua cifra. Appare sincera, autentica, ma è inafferrabile.
La controstoria mai raccontata di una Giano bifronte. Da un lato l'immagine tradizionale, la "onorevole Angelina" che incarna la destra contro tutti, la mitologia di Davide contro Golia, i fascisti nel ghetto, la sua preferita quando era giovanissima militante.
Dall'altro una figura social, contemporanea, spietata, ambiziosa, la Cyber-Meloni che si autoproclama una e indivisibile: «Io sono Giorgia». Un'influencer più che una politica: la chiave del suo successo. Perfettamente in bilico tra il suo passato e il suo futuro. Che ora è anche il nostro.