Una nuova leggenda sovverte la prospettiva regale dei poemi epici sulla guerra di Troia: a differenza dell'Iliade e dell'Odissea che cantano di re, eroi e dei, qui il protagonista è Psoas di Midea, umile pastore, che lascia la moglie e la famiglia per combattere a Troia, riuscendo a sfidare e sconfiggere un figlio del re Priamo. Il poema della sua vita è andato perduto, fino a quando, trentatré secoli dopo, un accademico di nome Harlow Donne ne scopre i frammenti e per studiarli si trasferisce dal Canada a Oxford, anche se ciò significa lasciare la figlia e incrinare ulteriormente un matrimonio già fragile. Mentre Harlow ricompone e commenta i resti del poema, riaffiorano in lui i ricordi della sua famiglia, e si trova a confrontarsi con le stesse domande di Psoas: l'ambizione, la nostalgia di casa, la responsabilità, in un dialogo continuo tra antico e contemporaneo. Nonostante i tremila anni che li separano, un filo non si è spezzato; in questo capolavoro che intreccia mito e storia contemporanea, Martel narra il canto universale del rimpianto, della forza di volontà e del dolore, ed esplora il prezzo che paghiamo per le nostre ambizioni e il modo in cui le viviamo, schiacciati dal fato e dall'umana sete di potere, allora, oggi e per sempre.