Cos'era l'amore per gli antichi Greci? Lo stesso scritto oggi sui muri dai graffitari e inciso nelle fedi nuziali? Certamente sì, ma con un distinguo. Perché per i Greci l'amore, Eros, non era solo un sentimento, ma anche un dio con i suoi riti, i suoi luoghi di culto. Forza primordiale e misteriosa, Eros irrompe nella vita degli uomini e la sconquassa a suo piacimento.
I grandi miti di questo narrano: nulla si può contro la forza invincibile della divinità. Ma ci insegnano anche che Eros, così terribile, è allo stesso tempo straordinario dispensatore di piacere e dolcezza, senza i quali - diciamolo - la vita che sapore avrebbe?
Gli incontri furtivi di Ares e Afrodite, la lunga attesa di Penelope e il viaggio di Odisseo, la fiaba di Amore e Psiche, gli amori tragici e contrastati di Ero e Leandro, Piramo e Tisbe, la musica di Orfeo per Euridice, le storie romanzesche di Perseo e Andromeda... Racconti archetipici, avvincenti e affascinanti come romanzi, i miti greci arrivano fino ai nostri giorni carichi di simboli, ricchi di poesia e significato e, parlandoci dell'amore in tutte le sue sfaccettature, ci ricordano chi siamo e da dove veniamo.

Grandi gesta, prove da superare, mostri da sconfiggere: così identifichiamo la narrazione degli atti di coraggio nel mito greco. Ma per i Greci il coraggio si cela dietro il volto divino di Phobos, il dio della Paura, a cui gli eroi rivolgono le loro preghiere perché in battaglia risparmi i cuori. Anche loro, i grandi eroi come Teseo, Perseo, Bellerofonte, coraggiosi per definizione, hanno paura. A seconda della situazione, accettano lo scontro o decidono per la fuga. Il coraggio, infatti, non è la negazione della paura, ma l'altra faccia della medaglia. Soprattutto quando la paura assume le fattezze di un mostro, che sia il Minotauro, Medusa, la Sfinge, la prova di coraggio sta nel riconoscere che spaventoso è anche il terrore dentro di noi. Solo addomesticando i nostri mostri e accettando la nostra fragilità possiamo diventare coraggiosi e coraggiose. Perché non ci sono solo gli uomini, molte sono le eroine: Antigone e la sua opposizione a leggi ingiuste; Nausicaa e il coraggio di fronte al diverso; Atalanta, l'impavida e indipendente donna guerriera. Debolezze, incertezze, ma anche forza e valore. Dei umani... troppo umani.

Cos'era l'amore per gli antichi Greci? Lo stesso scritto oggi sui muri dai graffitari e inciso nelle fedi nuziali? Certamente sì, ma con un distinguo. Perché per i Greci l'amore, Eros, non era solo un sentimento, ma anche un dio con i suoi riti, i suoi luoghi di culto. Forza primordiale e misteriosa, Eros irrompe nella vita degli uomini e la sconquassa a suo piacimento.
I grandi miti di questo narrano: nulla si può contro la forza invincibile della divinità. Ma ci insegnano anche che Eros, così terribile, è allo stesso tempo straordinario dispensatore di piacere e dolcezza, senza i quali - diciamolo - la vita che sapore avrebbe?
Gli incontri furtivi di Ares e Afrodite, la lunga attesa di Penelope e il viaggio di Odisseo, la fiaba di Amore e Psiche, gli amori tragici e contrastati di Ero e Leandro, Piramo e Tisbe, la musica di Orfeo per Euridice, le storie romanzesche di Perseo e Andromeda...
Racconti archetipici, avvincenti e affascinanti come romanzi, i miti greci arrivano fino ai nostri giorni carichi di simboli, ricchi di poesia e significato e, parlandoci dell'amore in tutte le sue sfaccettature, ci ricordano chi siamo e da dove veniamo.