1975. Nel Mar Egeo, su un'isola privata a poche miglia dal continente, fervono i preparativi per una festa di compleanno. Marco Timoleon, anziano armatore ormai al tramonto, in cui è possibile riconoscere la figura di Aristotele Onassis, soprintende all'organizzazione sin nei minimi dettagli. Ma i cibi raffinati, l'orchestra di grido e il parterre esclusivo di ospiti con cui il magnate si prepara a festeggiare i venticinque anni della secondogenita Sofia non sono che un costoso pretesto per trovarsi faccia a faccia con lei, quella figlia così ribelle e insieme così simile a lui, e risolvere a suo modo - con prepotenza - una questione che, oltre a metterlo in grave imbarazzo, potrebbe rompere il rapporto profondo che li unisce da sempre. E mentre osserva l'isola riempirsi e la sua messinscena prendere corpo, ogni boccata di sigaro, ogni sorso di whisky lo trascina indietro nel tempo, dall'infanzia a Smirne ai primi affari a Buenos Aires, e poi a New York, a Londra e a Parigi. E con i ricordi riemergono anche le persone che hanno attraversato la sua esistenza. Ogni incontro segna un legame, per quanto intenso, destinato a una vita breve e a una fine rovinosa: nel lungo peregrinare verso la mecca della ricchezza più sfacciata, l'unico approdo è un'inestinguibile solitudine. Un piccolo classico contemporaneo che è diventato un film, The Birthday Party, con Willem Dafoe, presentato al Festival di Locarno e al Torino Film Festival.