Italiano scappato da un paese che gli appare come “l’Avanguardia del Peggio”, esiliato da anni a Parigi, il protagonista di Febbre, dopo una delusione d’amore, decide di iscriversi a un sito d’incontri basato sulle affinità culturali. Vi scopre una fauna di giovani pseudo-intellettuali composta da attricette pronte a dare tutto per la fama, psicanaliste isteriche, scrittrici a corto d’ispirazione, astrologhe tossicomani e maestrine dal fascino perverso. Indifferente alle conversazioni sull’ultima mostra vista o sul romanzo alla moda, preferisce trasformare gli incontri virtuali in appuntamenti sessuali. Tra un sorso di vodka e una citazione di René Crevel, tra un risveglio sconvolto e il registro aggiornato delle sue conquiste, il protagonista viene trascinato in un vortice di inesorabile assuefazione. A forza di collezionare storie più o meno effimere, finisce per smarrirsi del tutto nel nuovo labirinto erotico. E quando la sua ex si rifà viva, è ormai troppo tardi. Allucinato osservatore di sé e delle donne che conosce, si iscrive ad altri siti, sempre più trasgressivi. Fino al giorno in cui il succedersi disordinato e frenetico degli incontri scatena in lui una autentica disgregazione della personalità: essere se stesso non gli basta più, e incomincia a creare degli alter ego virtuali che, come in un gioco di specchi deformanti, ripetono all’infinito le sue ossessioni segrete.
Scritto in un linguaggio nervoso e incisivo, Febbre è una parabola provocatoria e attualissima sulle ambigue tentazioni del mondo virtuale e sul suo essere schermo dietro cui si nascondono le più inconfessabili solitudini.