Andrea Muccioli avrebbe preferito il diritto all'oblio per suo padre Vincenzo, fondatore e anima carismatica della comunità di San Patrignano. Ma il successo della docufiction SanPa, le ricostruzioni arbitrarie e parziali, le insinuazioni e le tante ombre gettate sull'uomo lo hanno convinto a rompere gli indugi. Fango e risate è la storia di San Patrignano dagli inizi, dalle prime riunioni del Cenacolo, dai primi ragazzi accolti in quella collina romagnola, fino al 1995, anno della morte di Vincenzo Muccioli, vista, vissuta e raccontata dal figlio. In questa cavalcata epica che somiglia a una saga familiare e si legge come un romanzo, ci sono molte rivelazioni, aneddoti e punti di vista inediti. Il ritratto privato di Vincenzo Muccioli, le sue recondite fragilità e paure, la sua sensibilità e sicurezza, il suo magnetismo e il suo carisma vengono raccontati con lo sguardo di un figlio che guarda il padre fare cose impensabili e grandiose. Ma non solo. San Patrignano è il risultato di un'idea, di una filosofia e di una vocazione ben precise. Dall'improvvisazione degli inizi alla costruzione di una metodologia. È il risultato, anche e forse più di tutto, di un'assenza clamorosa, quella dello Stato italiano con i suoi figli più problematici.
Fango e risate è un memoriale potente e commovente sull'impresa di uno dei personaggi italiani più celebri e controversi degli ultimi cinquant'anni di storia italiana. Un "arcitaliano" per antonomasia, un uomo che ha diviso l'opinione pubblica come poche volte è successo.