LA PRIMA DONNA DETENUTA NEL CARCERE DI SING SING.

LA PRIMA DONNA CHE ENTRA IN UN TRIBUNALE IN QUALITÀ DI AVVOCATO.

UNA STORIA AVVINCENTE DI CORAGGIO E DI PASSIONE ACCADUTA OLTRE 100 ANNI FA EPPURE ATTUALISSIMA.



«Coraggio, Maria Inez... adesso è il tuo momento. Ricordati che stai lottando per obiettivi cruciali: la libertà, i tuoi diritti, la tua stessa vita. Ma anche per me e per tante amiche che ti stimano e ti vogliono bene. Anzi, a essere franca, stai lottando per le donne di tutto il mondo e di tutte le epoche.»

Little Italy, New York, aprile 1895.
Una giovane
immigrata italiana di nome Maria Inez
Cortese, con una terribile storia di violenze
familiari alle spalle, entra in una locanda e
uccide con un colpo di coltello alla gola suo
marito, Cataldo Motta, l'uomo che sua madre
l'aveva costretta a sposare, rinunciando
al ragazzo che amava. Questa almeno è la
versione che sostengono nel corso del processo
i due gestori della locanda, sulla base
della cui testimonianza, la donna viene condannata
alla sedia elettrica e rinchiusa nel
carcere di Sing Sing.
Agosto 1895.
A Maria Inez viene riconosciuto
il diritto di ricorrere in appello. Non potendo
permettersi un avvocato, la NAWSA, associazione
femminile per il voto alle donne, decide
di assumerne il patrocinio per salvarla
almeno dalla sedia elettrica e, con una decisione
che sconcerta e scandalizza, ne affida
la difesa a una giovane donna, Ann Bennett,
forse la prima donna degli Stati Uniti
laureata in Legge e abilitata alla professione
di avvocato. Attraverso momenti di forte
tensione emotiva, in un alternarsi di speranze
e disperazione, esaltazione e sconforto, la
giovane avvocato, con l'aiuto del giornalista
Charles Stevens e del poliziotto italo americano
Joe Petrosino, ingaggerà una lotta contro
il tempo, l'omertà, la paura, per scoprire
la vera dinamica dei fatti e portarne le prove
alla giuria.
Un palpitante caso giudiziario, una storia
umana di coraggio, di passione, di forti valori
morali e civili, che conduce il lettore
passo passo dentro una vicenda intricata e
scabrosa e lo tiene incollato fino all'ultima
pagina, anzi: all'ultima parola.

La prima donna detenuta nel carcere di Sing Sing.
La prima donna che entra in un tribunale in qualità di avvocato.
Una storia avvincente di coraggio e di passione accaduta oltre 100 anni fa eppure attualissima.


«Coraggio, Maria Inez... adesso è il tuo momento. Ricordati che stai lottando per obiettivi cruciali: la libertà, i tuoi diritti, la tua stessa vita. Ma anche per me e per tante amiche che ti stimano e ti vogliono bene. Anzi, a essere franca, stai lottando per le donne di tutto il mondo e di tutte le epoche.»

Little Italy, New York, aprile 1895.
Una giovane immigrata italiana di nome Maria Inez Cortese, con una terribile storia di violenze familiari alle spalle, entra in una locanda e uccide con un colpo di coltello alla gola suo marito, Cataldo Motta, l'uomo che sua madre l'aveva costretta a sposare, rinunciando al ragazzo che amava. Questa almeno è la versione che sostengono nel corso del processo i due gestori della locanda, sulla base della cui testimonianza, la donna viene condannata alla sedia elettrica e rinchiusa nel carcere di Sing Sing.
Agosto 1895.
A Maria Inez viene riconosciuto il diritto di ricorrere in appello. Non potendo permettersi un avvocato, la NAWSA, associazione femminile per il voto alle donne, decide di assumerne il patrocinio per salvarla almeno dalla sedia elettrica e, con una decisione che sconcerta e scandalizza, ne affida la difesa a una giovane donna, Ann Bennett, forse la prima donna degli Stati Uniti laureata in Legge e abilitata alla professione di avvocato. Attraverso momenti di forte tensione emotiva, in un alternarsi di speranze e disperazione, esaltazione e sconforto, la giovane avvocato, con l'aiuto del giornalista Charles Stevens e del poliziotto italo americano Joe Petrosino, ingaggerà una lotta contro il tempo, l'omertà, la paura, per scoprire la vera dinamica dei fatti e portarne le prove alla giuria.
Un palpitante caso giudiziario, una storia umana di coraggio, di passione, di forti valori morali e civili, che conduce il lettore passo passo dentro una vicenda intricata e scabrosa e lo tiene incollato fino all'ultima pagina, anzi: all'ultima parola.