Simbolo lombardo e milanese per eccellenza, il biscione araldico dei Visconti ha serpeggiato per oltre otto secoli nel sangue e nelle coscienze di tutti gli italiani; ancora oggi troviamo le sue spire spire non solo sugli antichi gonfaloni, ma sui loghi di brand come Alfa Romeo e Canale 5.

Pochi tuttavia ricordano che ad avviare l’incredibile fortuna di questa gloriosa casata fu l’ambizione e l’abilità di uno dei più grandi protagonisti dimenticati del nostro medioevo, che scalzò la famiglia Della Torre dalla metropoli meneghina e instaurò il duraturo dominio della propria stirpe.

Il suo nome fu Ottone Visconti e la sua vita fu un grandioso arazzo di contraddizioni.

Generoso e farabutto, pio e lussurioso, generale d’armate e tessitore d’intrighi, Ottone fu arcivescovo di Santa Romana Chiesa e la sua vita fu dominata dall’ossessione di raggiungere la grandezza a qualunque costo.

Sfumata di affascinanti contorni leggendari, la sua vicenda personale è intrecciata alle politiche pontificie del XIII secolo, manovrate dagli artigli del cardinale Ottaviano degli Ubaldini, che del Visconti fu mentore e oscuro alleato, e dall’avvicendarsi di diversi papi, con cui Ottone si relazionò in modi anche burrascosi.

La figura del “primo dei Visconti” è stata così complessa da ricostruire che, in tutta coscienza, ho dovuto pubblicare sei romanzi storici prima di sentirmi pronto a raccontarvela, e non ci sarei riuscito senza l’aiuto dell’amico (ed ex allievo di scrittura) Alex Calvi con l’assistenza della bravissima Flavia Imperi.

La chiave di volta, per noi co-autori chini a intessere questo arazzo, è stata l’idea (o, chissà, l’intuizione) che dietro ciascuna delle peripezie di Ottone potesse celarsi l’influenza di una donna: un amore perduto, un rimpianto bruciante, un errore impossibile da rimediare e diventato ossessione…

Difficile trovarne tracce nelle fonti storiche, ma appena scoccata questa scintilla, ogni cosa nella progettazione della storia è andata al suo posto per miracolo e la scrittura del romanzo si è trasformata in un’avventura entusiasmante; un entusiasmo che io e Alex speriamo di essere riusciti a trasmettere nelle nostre pagine.

Buona lettura!