Riccardo Iacona ci porta dentro l'inferno della pandemia.In fondo, le domande che ci perseguitano da mesi sono queste: c'è una quota di morti, di lutto e di sofferenza aggiuntiva, che dipende strettamente dalle nostre responsabilità, da come ci siamo comportati e che ci saremmo potuti evitare? Come mai i servizi sanitari delle Regioni colpite hanno agito in modo così diverso? C'è qualcuno che ha fatto meglio degli altri, in Italia e nel mondo?
Ecco ciò che emerge Perché ci potrebbe essere una seconda ondata e perché potremmo affrontare altre emergenze sanitarie. E perché in un Paese che funziona bene l'eroismo dei singoli non basta. Non può bastare più.

Ricordare e mettere nero su bianco, per sempre, le tante storie delle italiane e degli italiani colpiti dalla epidemia del Coronavirus nei mesi più duri della pandemia, per dare spessore e dignità al loro vissuto.
Analizzare che cosa è andato storto nelle prime settimane, quando l’ondata dei malati Covid ha travolto le strutture ospedaliere al punto che la gente non veniva più ricoverata e per la prima volta da quando esiste il SSN, non è stata neanche presa in carico dalla Sanità Pubblica.
Domandarsi perché così tanti morti in Italia, più di 35mila quelli ufficiali e altre migliaia a cui non è stata diagnostica la malattia e che sono morti senza cura nelle loro case.
Rimettere al centro della risposta sanitaria l’epidemiologia, la medicina del territorio e la prevenzione come le armi principali per contenere questa e le epidemie del futuro e per costruire un Servizio Sanitario Nazionale che per davvero tuteli la salute pubblica.
E sottolineare che un Servizio Sanitario Nazionale che funzioni non ha bisogno di eroi, dei troppi operatori sanitari contagiati o morti . Non servono gli eroi, serve non tagliare il finanziamento alla Sanità Pubblica, l’opera pubblica più preziosa che abbiamo.
Per questo ho scritto “MAI PIU’ EROI IN CORSIA” per Edizioni Piemme, per capire bene quello che ci è successo e non ripetere mai più gli errori che abbiamo fatto. Il Coronavirus ha lanciato una sfida altissima al nostro Servizio Sanitario Nazionale, spetta alla politica comprenderla e raccoglierla .