Liliana Segre è un’attivista e politica italiana, superstite dell’Olocausto e testimone della Shoah. Con i suoi romanzi e i suoi interventi nelle scuole, ricorda gli avvenimenti di cui è stata protagonista cercando di dialogare con i ragazzi per creare un futuro migliore.

Daniela Palumbo è una scrittrice italiana che scrive libri “Perché le storie dell’immaginario restano sempre il posto preferito dove stare, restare, tornare, il luogo che posso portare sempre con me, ovunque io sia, con chiunque io sia”.

Palumbo si è fatta portatrice della vita di Segre e hanno scritto un libro a quattro mani in cui raccontano la vita di una ragazzina ebrea negli anni delle leggi razziali.

Questi sono i loro romanzi.

Scolpitelo nel vostro cuore di Liliana Segre (ed. illustrata da Pia Valentini):  “Questa è una storia che finisce bene” dice Liliana Segre fin dalle prime pagine del libro. Il messaggio che l’autrice vuole lasciare è pieno di speranza: non solo perché la protagonista è riuscita a sopravvivere al Male, ma perché la Storia ha punito i responsabili di quelle atrocità di cui è stata vittima. 

È solo grazie alla fede nella libertà, nell’amore e nella sua immensa voglia di vivere che Liliana ha raccontato in questi anni nelle scuole la sua esperienza di bambina e poi ragazza ebrea, dall’inizio della persecuzione razziale in Italia fino alla liberazione da Auschwitz.

Come molti sopravvissuti, anche Segre per molti anni ha mantenuto il silenzio su quei terribili ricordi ma ha sentito poi la necessità di diventare testimone per le future generazioni con un racconto che permette di affrontare temi come la solidarietà, l’indifferenza e la prepotenza.

Liliana bambina mette nella storia tutti i suoi sentimenti di quegli anni, creando un forte parallelismo con i problemi dei ragazzi di oggi, spesso molto simili a quelli del 1940. Daniela Palumbo nell’introduzione al libro scrive: “Liliana racconta di sé stessa in guerra come una profuga, una clandestina, una rifugiata, una schiava lavoratrice. Usa espressioni della nostra contemporaneità affinché la testimonianza del passato sia un ponte per parlare dell'oggi”.

Fino a quando la mia stella brillerà di Liliana Segre con Daniela Palumbo: Liliana nasce nel 1930 in una famiglia milanese molto agiata. Perde la mamma pochi anni dopo, ma il padre le dedica tutte le sue attenzioni e Liliana cresce con la convinzione di poter fare qualsiasi cosa nella vita. Quando però vengono promulgate le leggi razziali, Liliana non può più andare a scuola: lei non sa nemmeno di essere ebrea. È però costretta a fuggire con la sua famiglia ma non riesce a mettersi in salvo. 

Il 30 gennaio 1944 a soli tredici anni viene deportata al campo di Auschwitz. Liliana riesce a sopravvivere perché ogni sera cercava in cielo la sua stella e ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare. Dal 1990 Segre porta ai ragazzi la sua testimonianza su uno dei periodi più bui della Storia: in questo libro Daniela Palumbo ne ha raccolto le parole mettendole nero su bianco.

Intervallate al testo ci sono le fotografie della famiglia Segre: unico ricordo rimasto di persone che non ci sono più ma che grazie ai racconti di Liliana rimarranno vive per sempre. Il libro ha superato le 100mila copie vendute: la storia raccontata non tralascia nulla degli avvenimenti realmente accaduti, ma lo fa con delicatezza, in modo che i ragazzi possano comprendere a fondo i sentimenti provati dalle persone che hanno subito la Shoah sulla propria pelle.

Le valigie di Auschwitz di Daniela Palumbo (Alta Leggibilità): le storie di quattro ragazzini si incrociano negli anni delle leggi razziali in Europa. Dawid è in fuga dal ghetto di Varsavia con il suo violino; Carlo adora nascondersi nei treni; Hanna passa le notti a contare le stelle sperando che riportino sano e salvo a casa suo fratello; Émeline non sopporta la stella gialla che è obbligata a portare sul cappotto. 

I loro occhi narrano la deportazione in modi diversi: è un libro adatto da leggere ad alta voce in classe che permette di affrontare molti temi diversi, dalla paura all’amicizia.

A un passo da un mondo perfetto di Daniela Palumbo: È il 1944 quando Iris, undicenne, deve traslocare insieme ai genitori in un paese vicino a Berlino. Il padre, capitano delle SS, è stato promosso a vice comandante di un campo di concentramento.

La nuova casa è bellissima e ha un giardino immenso, tenuto da un uomo che indossa sempre una divisa a righe. A Iris è stato proibito di parlare con lui: è ebreo dicono i suoi genitori. Lei però è molto curiosa: comincia così un’amicizia segreta fatta di regali nascosti nel capanno degli attrezzi e disegni abbozzati su un quaderno. 

Iris scoprirà che il mondo in cui vive non è perfetto come credeva: in questa storia vengono messe in luce le relazioni tra ragazzi e adulti, con un’attenzione particolare a come si può essere sé stessi anche se le persone che amiamo sono molto diverse da noi. Non è detto che siamo noi in errore: bisogna ragionare su cosa è giusto o sbagliato perché a volte sono proprio gli adulti a essere nel torto.