Nel mio nuovo libro – La ragazza col cappotto rosso – racconto la storia di Nives che, svuotando l’appartamento della madre da poco scomparsa, trova nella lettera di una certa Bekka alcune ombre inquietanti sul passato di sua madre. Quei dubbi spingono Nives a scoprire la verità. Ritrovare l’autrice della lettera non è facile, farla parlare sembra impossibile, ma alla fine è la stessa Bekka che – turbata dal clima di crescente intolleranza e pregiudizio che avverte intorno a sé – chiede di confidarle la sua vicenda. Racconta dunque la sua adolescenza di ragazza ribelle e determinata. Parla della deportazione giunta a sorpresa poco dopo il suo diciottesimo compleanno, dice di avere cercato più volte di fuggire dal campo in cui era rinchiusa e svela come è riuscita a salvarsi durante gli ultimi mesi del conflitto, grazie all’aiuto del suo primo amore, un giovane ariano che sfidando le leggi razziali aveva deciso di starle accanto, aiutandola ben oltre i limiti del possibile. In breve, rende conto della sua intera vita raccontando una storia che diventa via via più avvincente. Accanto a lei ci sono però altri personaggi che offrono in una sorta di matrioska le loro testimonianze. Alcune vicende sono decisamente drammatiche, altre più lievi, ma tutte sono intrise di stupore per gli interventi di un destino sempre misterioso.
Ho ritrovato insomma il grande tema della Shoah in Ungheria, lo stesso che ho già affrontato raccontando il dramma dei miei genitori ne La promessa del tramonto. E ancora una volta ho riferito le esperienze che mi sono state affidate dai testimoni che ho incontrato, tenendo fede alla loro verità. Eppure La ragazza col cappotto rosso non è – tengo a dirlo – un libro programmato al tavolino. La voglia di scriverlo mi è arrivata all’improvviso, riflettendo sull’antisemitismo e sulle tante discriminazioni che dilagano nel mondo intero contro le minoranze di varie specie, mentre troppi benpensanti guardano altrove. Ho scritto di getto e con una rapidità quasi sospetta, considerando i tempi dilatati della mia scrittura. Spero che questa urgenza si senta e che sia bene accolta dai lettori.