Eccolo, nelle librerie. L'ho scritto pensando all'Emilia-Romagna di oggi e di domani, al nostro Paese, alle risposte possibili per un presente e un futuro migliori.
È il racconto di una vittoria, alle regionali dello scorso 26 gennaio, raggiunta scegliendo una strada diversa: idee, non provocazioni; parole, non urla; confronto, non scontro. Una vittoria straordinaria. Di tanti. Nostra.
Dentro ci sono le scelte, le strategie, le piazze. I momenti esaltanti e quelli difficili. I social, con un linguaggio e dei contenuti che fossero l'esatto opposto di quelli della destra e della sua ‘Bestia’: meglio metterci all'altezza degli occhi delle persone, ci siamo detti, e così abbiamo fatto.
Un cammino forse più difficile, è vero, ma che conduce in un posto migliore, senza lasciare indietro nessuno.
Si è votato qui dopo che la destra aveva vinto, spesso stravinto, in tutte le nove regioni nelle quali si era andati alle urne prima dell’Emilia-Romagna. Un filotto che sembrava dover fare dieci. Così non è stato. Sapevo che avremmo potuto farcela. Forse con uno scarto finale non così largo, ma sentivo che avremmo vinto. Nel libro parlo anche di questo, di una terra che devi sentire, appunto, conoscere, perché non esistono modelli validi ovunque, esistono donne e uomini in carne e ossa, esiste chi lavora, studia, fa impresa, i loro problemi e le loro aspirazioni. Si governa studiando, coinvolgendo, spiegando, non con format precostituiti.
Due mesi fa rinviammo l’uscita. In mezzo oltre sessanta giorni terribili, segnati dalla pandemia. Ma siamo Emilia-Romagna, uno splendido impasto di valori e persone, esperienze e comunità, talento e cultura. E ci rialzeremo insieme, come sempre successo.

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