Giustizialismo, moralismo, pressapochismo, abuso di misure di prevenzione e cautelari, impunità dei giudici, pentitismo, pena di morte: questi alcuni dei grandi temi che l’avvocato penalista milanese Ivano Chiesa affronta in “I diritti dei cattivi”, un libro denuncia sui vizi capitali della giustizia italiana, raccontati dalla graffiante penna di uno dei più famosi principi del Foro italiani.

Chiesa, balzato agli onori della cronaca in occasione delle vicende giudiziarie di Fabrizio Corona, di cui è stato ed è l'avvocato difensore, ci racconta il perché ha voluto scrivere questo libro.

 

«Se è in galera qualcosa avrà fatto.» «Bisognerebbe cacciarlo dentro e buttare via la chiave.» Quante volte ho sentito queste frasi. D'altro canto questo è il pensiero dominante così come pensiero dominante - suggerito da programmi televisivi, giornali, film - è quello secondo cui il Pubblico Ministero è un semidio e l'Avvocato difensore è un azzeccagarbugli, nella migliore delle ipotesi o, nella peggiore, un complice di quel farabutto del suo cliente. Beh, mi sono stancato. E quindi, ho deciso di scrivere un libro, questo libro, per raccontare un'altra verità. La verità di chi da trentacinque anni fa un mestiere bellissimo e terribilmente difficile: il penalista.

Attraverso alcuni casi reali accadutimi nel corso della mia carriera racconterò la giustizia penale "dal di dentro", con i suoi limiti e con i suoi errori, vista con gli occhi di chi ha sempre difeso i diritti dei "cattivi". Perché, anche i "cattivi" hanno dei diritti, e i "buoni" non dovrebbero dimenticarlo, perché è proprio attraverso la difesa dei diritti dei "cattivi" che in realtà si difendono e si affermano i diritti di tutti i cittadini. D'altro canto, con questa giustizia per trovarsi "dall'altra parte", credetemi, ci vuole veramente un attimo.” – Ivano Chiesa