Chi l'ha detto che i classici debbano essere sempre e per forza noiosi? Saperli leggere, interpretare, apprezzare - specie se si è giovani lettori - può essere difficile ma ognuno di quelli che riconosciamo come "classici" lo diventano proprio perchè in essi si riscoprono momenti storici, spaccati di vita, dinamiche o personalità capaci di durare nel tempo.
D'altronde, come sosteneva Calvino, «un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire». E se tra questi ci fossero degli insospettabili?
Andrea Maggi, professore de "Il Collegio", consiglia la lettura di alcuni masterpieces della letteratura, che hanno tutta l'aria di essere anche profondamente "ribelli".

  • Le gang di New York del giornalista Herbert Asbury, un libro che racconta la storia oscura delle gang della New York dell'Ottocento e del primo Novecento. I volti truci, le donne e gli uomini violenti che hanno comandato ai Five points e che hanno segnato la vera storia, quella fatta di sangue e sudore, di quella città.
  • Il tallone di ferro di Jack London, il libro distopico in cui l'autore di Zanna Bianca nei primi del Novecento immagina l'avvento di una super dittatura di destra e una resistenza tenace, che porterà al trionfo, molto tempo più tardi, del socialismo utopistico.
  • Petrolio di Pier Paolo Pasolini, il testamento dell’immenso intellettuale sepolto a Casarsa della Delizia, una raccolta incompiuta di memorie a metà tra il reportage e la fiction, straordinariamente moderno e attuale.
  • La messa dell’uomo disarmato di Luisito Bianchi, il percorso spirituale di Franco attraverso gli anni drammatici della Resistenza, un monastero benedettino e l’Italia rurale del primo Novecento.
  • L’armata dei sonnanbuli di Wu Ming, ovvero la Rivoluzione francese raccontata attraverso le cronache di quartiere di Parigi; le azioni di un misterioso uomo in maschera che corre sui tetti, l'Ammazzaincredibili, l’eroe dei quartieri popolari; e poi le dottrine di Mesmer. La Rivoluzione francese come non l’ha mai vista nessuno.