La Sardegna è un’isola dalle molte anime, sarebbe bello ritrovarci e scriverne insieme. È così che nasce Giallo Sardo, idea incoraggiata da Francesca Lang e accolta da Francesco Abate. Una festa letteraria desiderata da tempo, a cui hanno partecipato scrittori amici, che raccontano con voci e stili diversi un’isola madre e matrigna.
E di questa festa ce ne parla Renato Troffa, uno degli autori.

“Il primo romanzo che ho pubblicato ha, tra i nomi degli autori, quello di Francesco Abate. Che poi è un po' una di quelle sensazioni che sogni quando scrivi racconti che nessuno leggerà mai a parte qualche sfortunata amicizia: prima sei lì che leggi i romanzi di un autore, poi ti ci ritrovi a scrivere assieme. Con Ciro, va beh, neanche a parlarne; scriviamo spessissimo assieme, e non abbiamo alcuna intenzione di smettere. Elias Mandreu è un nome che ha acquisito i volti di persone con cui è piacevole prendersi in giro; Carlo Augusto Melis Costa è una di quelle persone che ti strappano un sorriso e un pensiero in ogni occasione; Ilenia Zedda mi è comparsa accanto a una cena, durante il salone di Torino, e un anno dopo ho stretto tra le mani il suo romanzo d'esordio. Con Eleonora Carta e con tutti gli altri non solo condivido il luogo di nascita o di vita, ma ho letto e leggo con piacere le loro storie. E poi c'è Marcello Fois... che è Marcello Fois. Già passare dal leggere i suoi romanzi al discuterci davanti a un bicchiere è stato piacevole, immaginatevi finire a bordo della stessa barca in un viaggio come questo. Tutto questo per farvi capire quanto sia stata e sia una festa, ritrovarsi assieme in questa avventura che è Giallo Sardo. E per ora abbiamo solo scritto, pensate un po' quanto sarà piacevole sedersi di fronte alle lettrici e ai lettori per parlare delle nostre storie.”

Il giallo sardo ha radici profonde e questo lo dimostra un’intera generazione di scrittori che si è confrontata spesso con questo genere. Forse perché l’isola insegna a salire le vette con le unghie e con i denti, a vedere coi propri occhi vendette sopite e feroci. Ciro Auriemma ne scrive così: “Credo che ognuno di noi scrittori si dia dei padri e delle madri; decidi di scrivere una storia, la prima volta, perché ti senti chiamato a raccogliere un’eredità. La scelta del noir mediterraneo – uno specifico nello specifico – è per me figlia di questo tentativo di appartenenza. I libri di Jean Claude Izzo sul comodino sono lì a ricordarmelo: mi invitano, a ogni rilettura, a usare la letteratura come grimaldello per raccontare una società criminogena più che le organizzazioni criminali, una società corrotta e che corrompe i suoi membri.”

Giallo Sardo è una raccolta che racconta l’isola da Nord a Sud, dai tempi andati ai giorni nostri, con un ritmo frenetico e avvincente. E racchiude un fascino, ma anche un torbido, tutto da scoprire.