Agli occhi di bambini e ragazzi, il giorno in cui l’Italia è stata liberata dall’occupazione nazista e dal regime fascista può sembrare lontano, remoto. In effetti, il 1945 appartiene a generazioni molto distanti da quelle dei nostri figli e i nostri nipoti; appartiene a quei testimoni così preziosi che, pian piano, stanno scomparendo.

Affinché, anche per i più piccoli, il 25 aprile non sia un giorno di festa come altri, ma il giorno in cui anche loro festeggiano consapevolmente l’Anniversario della Liberazione d’Italia, bisogna coinvolgerli: raccontare cosa è accaduto prima, spiegare cos’è cambiato dopo quella data. 

Anche se non è piacevole e non è semplice, anche se sembra sia trascorso troppo tempo, ma in realtà non è così.

La lettura resta sempre uno dei modi migliori per trasportare bambini e ragazzi in mondi sconosciuti e diversi da quello in cui vivono; uno dei modi più immediati ed empatici per far sì che si incuriosiscano, abbiano voglia di scoprire e poi se ne sentano coinvolti.

Ecco i nostri suggerimenti sull’argomento, per un pubblico di giovani lettori:

“O bella ciao - Racconti di ragazze e ragazzi nella Resistenza” di Lucia Vaccarino e Stefano Garzaro, con presentazione del vicepresidente dell’ANPI; indicato dai 7 anni. 

Si tratta di otto racconti di ragazze e ragazzi nella Resistenza di tutta Italia; storie vere, per testimoniare che anche i più giovani hanno rischiato in prima persona per il bene di tutti.

Queste le parole di Davide Morosinotto sul progetto, raccolte nell’introduzione:

"Quando avevo quattordici anni, in inverno, la prof di italiano si era ammalata e avevano chiamato un supplente. La nostra reazione è facile da immaginare: urla selvagge e grande festa, soprattutto quando il supplente si era rivelato giovanissimo e un po' sperduto. Invece quello si era messo a far lezione di Storia, o meglio, di Resistenza.

Ci aveva spiegato che era una cosa vicina, che toccava tutti noi. Ci aveva descritto le lotte partigiane avvenute nella nostra zona. Alcune erano spaventose, altre commoventi. Alcune erano coraggiose, altre tristi, ma tutte avevano dentro una potenza che lasciava senza fiato.

Da allora sono trascorsi molti anni. I testimoni diretti sono sempre meno e il rischio è che di questa Resistenza si cominci a perdere la memoria. Scordarci della Resistenza come patrimonio comune è una vergogna e un pericolo.

Questo libro, quindi, è per voi. Perché possiate riempirvi la testa di storie, e i cuori di coraggio.”

Le parole che hanno fatto l’Italia” di Anna Pini, ideale dai 9 anni.

Un vero e proprio dizionario tricolore delle parole che hanno fatto l’Italia; sotto la lettera V, alla voce Vittoria, l’autrice racconta la festa della Liberazione così:

“Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), che aveva sede a Milano, alle 8 del mattino invitò via radio a insorgere tutti i partigiani che ancora si trovavano in zone del Nord Italia occupate dai nazifascisti (l’unica parte dell’Italia in cui ancora erano presenti), senza attendere le forze alleate. Il comando di Sandro Pertini, rivolto ai tedeschi e ai fascisti, fu: “Arrendersi o perire”.
Entro il primo maggio tutta l’Italia settentrionale fu liberata.
Ogni 25 aprile in Italia si festeggia la Liberazione, la festa della vittoria della libertà sulla dittatura.”

Volevo solo dipingere i girasoli” di Fabrizio Altieri per lettori e lettrici dagli 11 anni.

La storia di Stefano, Agostino e Erica, rispettivamente figlio di un fascista, figlio di un partigiano e una bambina ebrea, abbandonata da sua madre solo con una valigia dipinta e una lettera colma di speranza, la speranza che qualcuno la salvasse prendendola con sé. 

“dovevano fare come il fiume riguardo a Erica; in superficie fingere di andare in un verso, ma di nascosto andare dalla parte giusta e aiutarla a nascondersi finché i partigiani e gli Alleati non li avessero liberati”.

I tre, stretti in un legame fortissimo, saranno capaci di andare oltre le barriere imposte dalla guerra, esattamente come il dono della bambina: riuscire a vedere e replicare su carta, luoghi e persone, come se la guerra non li avesse mai toccati e cambiati.