Può dare senso alla vita un mistero incomprensibile?
Che cosa succede quando la vita ci mette di fronte all'imprevisto, facendoci perdere la bussola? In questo saggio, profondo ma estremamente accessibile, Paolo Del Debbio indaga l'esperienza universale dello smarrimento umano, esplorando quelle situazioni in cui la nostra esistenza sembra perdere la rotta, come avvolti nella «nebbia» descritta da Miguel de Unamuno o smarriti sui «sentieri interrotti» di Martin Heidegger. Eppure, proprio quando le nostre certezze crollano e il linguaggio umano fallisce nel tentativo di esprimere la vastità di ciò che viviamo si fa strada in noi un'insopprimibile dimensione spirituale. L'essere umano è un eterno viandante che finisce per rendersi conto di come i propri progetti terreni siano troppo fragili, precari e limitati per poter offrire un significato definitivo e incrollabile alla propria esistenza. Oltrepassando le asettiche spiegazioni della scienza, il libro dimostra come la domanda sul senso della vita sia un'invocazione radicale verso l'infinito che non possiamo mettere a tacere. Attraverso un avvincente dialogo con filosofi, scrittori, poeti e teologi del calibro di Sartre, Camus, Beckett, Hemingway, San Tommaso d'Aquino, l'autore ci conduce passo dopo passo lungo una concatenazione di «superamenti» (gli excessus della vita, della mente e della parola), fino all'ultimo mistero: l'incomprensibilità di Dio. Perché solo un mistero insondabile, impossibile da rinchiudere nei nostri schemi mentali, può aprire una breccia di senso là dove l'assurdo sembrerebbe avere l'ultima parola.
È nato a Lucca nel 1958. Volto noto della TV italiana, è un giornalista pubblicista, autore e conduttore televisivo, professore universitario e saggista. Per Piemme ha pubblicato Cosa rischiano i nostri figli (2019), Le dieci cose che ho imparato dalla vita (2021) e In nome della libertà (2024).