Viviamo in un'epoca dominata dalla reattività, dalla ricerca dell'appagamento istantaneo. Trascinati dagli eventi, siamo in balia di noi stessi, incapaci di darci una direzione chiara, uno scopo. Viviamo, insomma, una vita «pancreatica»: non ci facciamo guidare dal cuore - il centro profondo dell'essere, del sentimento - ma dall'emozione, dall'effimero. Per guarire da questa dispersione del sé, dobbiamo riscoprire la bellezza di una vita che ruoti attorno ai suoi perni autentici. L'autore ripercorre così l'antica sapienza delle quattro virtù cardinali, da intendere come posture dell'anima capaci di reindirizzare il nostro pensiero e la nostra prassi. La prudenza, cioè «vedere prima», mirare lo scopo prima di muoversi e, una volta riconosciuta la meta, stare bene attenti a non deragliare, a non andare fuori strada. La giustizia, ovvero quella forma di onestà che ci rende veri e fedeli a noi stessi, «l'arte dello scegliere il giusto mezzo per arrivare al fine, la selezione di vie adeguate che siano nella realtà». La fortezza, che è «la disciplina necessaria per difendere la bellezza della vita». Infine la temperanza, che non è strategia della rinuncia ma senso della misura, capacità di lasciar andare ciò che non serve e non nutre. In questo libro don Fabio Rosini indica, a credenti e non, come convertire la propria esperienza quotidiana in un'architettura armoniosa e sviluppare quel senso di presenza che non è presentismo, ma bussola interiore. Per non disperderci come fanciulli ma dedicarci all'attuazione della nostra «vita buona».