Napoli 1942. Le bombe alleate cadono com' 'a pioggia e nelle case si parla sottovoce. Lidia trattiene il respiro. Ha le mani immerse nella mollica per le polpette - se la carne è poca, si allungano con tanto pane - quando mamma raduna lei e i fratellini in cucina, lo sguardo fermo e il cuore pesante. La città non è più un posto per bambini, dice. In montagna, invece, la guerra non arriva. Così insieme a Nicola, Salvo e Nello, Lidia raggiunge Roccasanta, un pugno di case ai piedi della Maiella dove il vento soffia forte e tramanda antiche leggende. Il paese si è radunato in piazza per celebrare il rito del ceppo: ognuno esprime un desiderio e lo affida al fuoco. Anche i ragazzi si fanno avanti e per un momento sembra che la montagna possa proteggerli davvero. Poi il vento cambia. Una pioggia torrenziale spegne il falò. Qualcuno si fa il segno della croce. Tra fughe nei boschi, incontri segreti e missioni strabilianti, la vita insiste a ritrovare un fragile equilibrio. Nicola, Salvo e Nello saltellano tra i sentieri come piccoli pirati; un giuramento sussurrato li protegge dalla guerra degli adulti. Mentre Lidia - sorella e madre insieme - sulle montagne scopre l'amicizia, il coraggio, l'amore. E il sapore dolceamaro dell'infanzia perduta. La sorella maggiore è un romanzo luminoso e pieno di vita. La guerra e la Resistenza restano sullo sfondo: nei rumori lontani, nei rastrellamenti che risalgono i sentieri, nei covi dei partigiani. In primo piano ci sono i bambini, con la loro fantasia ostinata, e le donne, pronte a sacrificare tutto tranne la libertà.