Il cuculo non prepara il proprio nido, ruba quello di altre madri inconsapevoli, uccidendone la prole. Dove canta, la vita si spegne. Anche Gino abita un nido non suo. Strappato ancora bambino alle montagne dell'entroterra calabrese, approda tra le nevi del Canada, nella casa senza figli dei Morano. Il profumo della salsa sul fuoco richiama la patria perduta, ma qui si parla una lingua diversa: un miscuglio di vocaboli antichi e parole deformate dalla lontananza. Gino cresce protetto dall'ombra di Frank Morano, uomo di fiducia delle famiglie della malavita calabrese trapiantata a Toronto. Diventa un tirapiedi dei Colosimo, i fratelli a capo dei traffici più redditizi del Nord America, e si fa esperto d'armi e di contrattazioni criminali. Ma l'equilibrio della cosca è fragile e viene infranto dall'eco lontana di un colpo di pistola. In un fumoso bar di Acapulco, un uomo del clan è caduto sul pavimento esanime, e il sangue chiama sangue. Dal cuore pulsante dei sotterranei di Toronto fino ai villaggi arroccati dell'Aspromonte, terra intrisa di riti e violenza, si innesca una reazione a catena che riapre un conto lasciato in sospeso per decenni. Come altri grandi autori prima di lui, Gioacchino Criaco riesce con estremo talento a mescolare gli stilemi del thriller e quelli della tragedia greca, parlando di radici e delitti, scavando nella profondità più nera delle passioni umane.