Mike Iron Webster è stato uno dei più grandi giocatori di football di sempre, una leggenda da Hall of Fame. E ora, a soli 50 anni, si trova sul tavolo delle autopsie del giovane patologo forense Bennet Omalu, un medico coraggioso e fuori dagli schemi, che parla coi pazienti delle sue autopsie perché lo aiutino a scoprire la verità. Bennet vuole capire cosa ha portato così rapidamente un campione di quel calibro alla demenza, e poi alla morte. Ancora non sa che ciò che scoprirà cambierà la sua vita, e quella di uno sport. La malattia mentale di Webster non è frutto del caso, ma è stata causata dai ripetuti colpi alla testa presi in gioco, equivalenti a 25.000 incidenti in auto. La malattia si chiama Encefalopatia traumatica cronica e presto altri giocatori presentano quegli stessi sintomi. Ma per la NFL, la National Football League, una delle corporazioni più potenti d’America, la salute dei giocatori è molto meno importante della verità.


Per il sistema, Omalu diventa un nemico, e se non vuole finire schiacciato, può fare solo una cosa. Sfidare Golia.