Voglio tornare a vivere nella mia casa
«Si sentiva un boato come se ci fosse un mostro. La casa tremava, non c’era la corrente. La città non esisteva più.»
I bambini d’Abruzzo raccontano il terremoto, le emozioni, lo sgomento, i sentimenti della notte del terrore e di tanti altri giorni “straordinari” e “normali” fuori casa, in tenda o in albergo. «Ho provato una paura che non si riesce a immaginare» ricorda Annarita, che come tanti altri ha impresso a fuoco nella mente l’orario della scossa, le 3 e 32, numeri che simboleggiano una frattura impossibile da ricomporre nella biografia di ognuno. «Ho fatto tanti, tanti, tanti, tanti, tanti ma tanti pianti» dice Tommaso. «Il terremoto ha cambiato le nostre vite» constatano Katia e i suoi amici. «Spero che prima o poi torneremo nelle case» si augura Domiziana. «La voglia della vecchia vita è tanta» le fa eco Maria. Quando la straordinarietà dell’emergenza si stempera nel quotidiano, la voglia di un ritorno alla normalità si fa prepotente. Ed ecco allora la speranza, la forza magica del desiderio.
Questo libro è un eccezionale reportage costruito con i temi e i disegni colorati dei bambini d’Abruzzo, per la prima volta raccolti su tutto il territorio del sisma, dai centri urbani alle comunità montane. Un polittico di voci sorprese, angosciate, tenere, pazienti, che si alzano dalle tendopoli, mostrano come in un cannocchiale rovesciato tante insospettate verità di un’esperienza collettiva assai dolorosa, chiedono il conforto dell’attenzione e dell’ascolto per non essere dimenticate.
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