Un profeta scomodo. Per nulla ortodosso. Che ha scassinato lucchetti, ha spalancato porte, e le ha lasciate aperte. Con, in fondo, un unico rammarico: «Di essere stato qualche volta troppo dolce con tutte le istituzioni, con tutti i poteri». Un rompiballe del potere, il Don. Ma il potere non si rallegri perché, anche dopo il suo funerale, don Gallo vive. Come i profeti più veri, quelli che si sporcano le mani per le strade del mondo, Andrea parla ancora e fa vibrare i cuori di un desiderio possente di umanità, fede autentica e giustizia. Il cappello nero, il toscano in bocca e il colletto da prete sono i segni della sua doppia appartenenza, alla terra e al cielo. Don Gallo ama la stola sacerdotale quanto la bandiera arcobaleno, e prima ancora la sciarpa rossa, simbolo del suo impegno per l'uguaglianza e il rispetto della dignità umana. Prete e uomo in mezzo ai poveri, ai tossici, ai detenuti, alle prostitute dei vicoli, il Gallo, ché prima della dottrina viene la necessità del fare, del costruire qualcosa di utile presto e subito, perché così reclamano tante condizioni di disperazione, di ingiustizia, di miseria. Questo libro raccoglie un suo straordinario scritto inedito insieme alle vignette di Vauro e alle testimonianze di chi gli ha voluto bene. Perché morto un don Gallo, non se ne fa un altro. Lo hanno compreso benissimo le migliaia di persone che sono venute a salutarlo per l'ultima volta nella sua Genova: non solo una folla, un popolo. Se è vero che le tensioni morali degli uomini camminano sulle gambe di altri uomini, il comandante Gallo è vivo e vegeto, bello pimpante. Oggi come sempre.

Un profeta scomodo. Per nulla ortodosso. Che ha scassinato lucchetti, ha spalancato porte, e le ha lasciate aperte. Con, in fondo, un unico rammarico: «Di essere stato qualche volta troppo dolce con tutte le istituzioni, con tutti i poteri». Un rompiballe del potere, il Don. Ma il potere non si rallegri perché, anche dopo il suo funerale, don Gallo vive. Come i profeti più veri, quelli che si sporcano le mani per le strade del mondo, Andrea parla ancora e fa vibrare i cuori di un desiderio possente di umanità, fede autentica e giustizia. Il cappello nero, il toscano in bocca e il colletto da prete sono i segni della sua doppia appartenenza, alla terra e al cielo. Don Gallo ama la stola sacerdotale quanto la bandiera arcobaleno, e prima ancora la sciarpa rossa, simbolo del suo impegno per l'uguaglianza e il rispetto della dignità umana. Prete e uomo in mezzo ai poveri, ai tossici, ai detenuti, alle prostitute dei vicoli, il Gallo, ché prima della dottrina viene la necessità del fare, del costruire qualcosa di utile presto e subito, perché così reclamano tante condizioni di disperazione, di ingiustizia, di miseria. Questo libro raccoglie un suo straordinario scritto inedito insieme alle vignette di Vauro e alle testimonianze di chi gli ha voluto bene. Perché morto un don Gallo, non se ne fa un altro. Lo hanno compreso benissimo le migliaia di persone che sono venute a salutarlo per l'ultima volta nella sua Genova: non solo una folla, un popolo. Se è vero che le tensioni morali degli uomini camminano sulle gambe di altri uomini, il comandante Gallo è vivo e vegeto, bello pimpante. Oggi come sempre.