Esistono ancora gli eremiti? Chi sono? Dove vivono? Perché scelgono un’esistenza austera ai margini della società?
Un giornalista si è messo sulle loro tracce: li ha incontrati – in Italia, in Francia, in Svizzera, in Medio Oriente, in Asia – dentro una grotta, nascosti in baracche fatiscenti, in eremi sperduti nella natura o semplicemente al riparo dai frastuoni della “civiltà del rumore”. E, dopo averli scovati, li ha invitati e poi convinti, talvolta con lunga insistenza, a “raccontarsi”.
Quelli che hanno accettato, lo hanno fatto in memoria di quelle tradizioni antiche – padri del deserto, stiliti, anacoreti – che li vedevano separati dal mondo, ma in comunione con esso, disposti ad accogliere schiere di “cercatori di verità” desiderosi di ricevere un frammento di sapienza. E infatti, le parole e le storie di questi personaggi anonimi e conosciuti come Adriana Zarri – appartenenti a filosofie e tradizioni spirituali diverse – svelano preziosi segreti per chi vive immerso nel caos della vita quotidiana: la necessità di interrompere il vorticoso attivismo per ritrovare il senso del proprio agire; il valore della meditazione come disciplina laica; il bisogno di spazi per la “coltivazione di sé”, il fascino della ricerca dell’Assoluto; e, più di tutto, la necessità di un sano distacco dal potere, dai beni e dalle comodità per risvegliare coscienze intorpidite ormai diventate incapaci di produrre il bene, di cercare la giustizia, di generare bellezza.