Sono le dieci di sera quando a casa di Michael Finkel squilla il telefono. È un giornalista. Anche Michael lo è, un reporter che ha coperto le zone più calde del mondo, ma la sua carriera ha le ore contate. Il New York Times, il suo giornale, uscirà il giorno dopo con una pubblica condanna a suo carico per un articolo che si è rivelato falso.
Ma non è quella la ragione della telefonata. Lo sconosciuto lo informa che un uomo appena accusato di aver trucidato la moglie e i tre bambini, durante il tentativo di fuga in Messico ha rubato l’identità di un giornalista che ammira: Michael Finkel del New York Times. Il nome del presunto assassino è Christian Longo.
Prima inquietato e inorridito dall’efferatezza dei crimini di cui Longo sarebbe colpevole, Michael incomincia a esserne intrigato, non solo perché Longo gli ha rubato il nome proprio nel momento in cui sta per perderlo, ma anche perché capisce che la storia può essere la sua redenzione.
Inizia così un rapporto ambiguo e pericoloso tra i due uomini. Un gioco mentale sul filo della verità, un’amicizia interessata, da cui entrambi sperano di ottenere qualcosa, ma molto intensa. Anche un’esplorazione di sé sul filo dell’ossessione e dell’identificazione, che farà capire a Michael come la vita di una persona possa finire completamente fuori controllo e smarrirsi in una vertigine di disonestà e perdizione. Fino alle conseguenze più estreme.