Solo per i miei figli
Quando ha conosciuto Bahrin, un ragazzo malese che si è trasferito a Melbourne, niente nella vita di Jacqueline faceva pensare che, come in una favola, avrebbe coronato il sogno di molte bambine: diventare principessa. Eppure il ragazzo gentile di cui si è innamorata si è rivelato il nipote del defunto sultano di Terengganu, e lei per amore decide di lasciare la sua terra e trasferirsi in Malesia. L’attende una realtà diversa da quella che aveva sognato. Dall’oggi al domani, il giovane uomo premuroso e tollerante che aveva conosciuto si trasforma in un fanatico, che la tratta da schiava e le impone la più stretta osservanza dei precetti islamici. Anni dopo, Jacqueline troverà la forza di fuggire con i due figli e tornare in patria per rifarsi una vita.
Ma il sogno di libertà è di breve durata. Sfruttando la sua posizione, quando finalmente lei pensa di essersi lasciata alle spalle l’inferno, Bahrin per vendetta le rapisce i figli. E il dramma di Jacqueline diventa incubo.
Non c’è battaglia che non abbia combattuto, non c’è strada che non abbia percorso per riabbracciarli.
Negli anni, ha anche aiutato decine di donne nella sua stessa condizione, partecipando a operazioni umanitarie anche rischiose. Sempre riconoscendo nel singhiozzo disperato di una madre il suo stesso pianto, la sua stessa angoscia.
Finché un giorno, all’organizzazione da lei fondata per mettere in contatto i genitori e i figli rapiti, arriva la lettera che in cuor suo non aveva mai cessato di attendere. E in un istante la speranza rinasce.
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