Savoia boia!

«Gli uomini non sono perfetti e la storia è un posto pieno di porcherie. E noi non possiamo smettere di essere uomini, né di essere figli della storia che uomini imperfetti, idealisti, delinquenti, opportunisti, eroi, ladri ci hanno dato. Ce la dobbiamo tenere così com'è. Ma così com'è, non come "è meglio" che sia e che ci venga riferita.
Ecco, Del Boca ci aiuta a essere italiani adulti e consapevoli.
»
dalla prefazione

Cosa fu realmente il Risorgimento? Fu davvero un movimento di popolo, che vide gli italiani lottare con eroismo per la libertà, guidati da intrepidi condottieri e geniali statisti? E fu davvero merito dei Savoia se quella lotta costellata di sacrifici venne coronata dalla vittoria?
Per capirlo, basta gettare uno sguardo sull'Italia di oggi, che in quell'epoca affonda le proprie radici: un Paese infelice, incompiuto, viziato da mali endemici quali la corruzione e il familismo, con una classe politica imbelle e un'élite economico-finanziaria di affaristi senza scrupoli. Ma da dove nasce questo sordido intreccio di tare ereditarie?
La risposta che ci dà Lorenzo Del Boca, in questa "controstoria" illuminante e definitiva, è spietatamente chiara: nasce dal tradimento della lotta risorgimentale da parte di un'intelligencija idealista a parole ma pronta a vendersi per viltà o tornaconto e di una casa regnante ingorda, ipocrita, interessata solo a riempirsi la pancia e ad allargare i confini del suo staterello.
L'abbraccio tra i patrioti e i Savoia fu fatale allora e negli effetti continua a esserlo oggi. In una fame cieca di potere, i Savoia fagocitarono la causa risorgimentale piegandola alle loro mire espansionistiche. L'Unità fu conquistata a prezzo di infami accordi politici, brogli elettorali e stragi di civili. E il Regno d'Italia crebbe a immagine e somiglianza del Piemonte sabaudo: uno Stato da operetta, al tempo stesso ridicolo e feroce, corrotto, reazionario e sordo ai bisogni del popolo.
Ripristinare la verità senza reticenze, anche se ciò significa toccare tabù ritenuti inviolabili, è perciò un passo fondamentale. Per il nostro presente e per il nostro futuro.

«Gli uomini non sono perfetti e la storia è un posto pieno di porcherie. E noi non possiamo smettere di essere uomini, né di essere figli della storia che uomini imperfetti, idealisti, delinquenti, opportunisti, eroi, ladri ci hanno dato. Ce la dobbiamo tenere così com'è. Ma così com'è, non come "è meglio" che sia e che ci venga riferita.
Ecco, Del Boca ci aiuta a essere italiani adulti e consapevoli.
»
dalla prefazione

Cosa fu realmente il Risorgimento? Fu davvero un movimento di popolo, che vide gli italiani lottare con eroismo per la libertà, guidati da intrepidi condottieri e geniali statisti? E fu davvero merito dei Savoia se quella lotta costellata di sacrifici venne coronata dalla vittoria?
Per capirlo, basta gettare uno sguardo sull'Italia di oggi, che in quell'epoca affonda le proprie radici: un Paese infelice, incompiuto, viziato da mali endemici quali la corruzione e il familismo, con una classe politica imbelle e un'élite economico-finanziaria di affaristi senza scrupoli. Ma da dove nasce questo sordido intreccio di tare ereditarie?
La risposta che ci dà Lorenzo Del Boca, in questa "controstoria" illuminante e definitiva, è spietatamente chiara: nasce dal tradimento della lotta risorgimentale da parte di un'intelligencija idealista a parole ma pronta a vendersi per viltà o tornaconto e di una casa regnante ingorda, ipocrita, interessata solo a riempirsi la pancia e ad allargare i confini del suo staterello.
L'abbraccio tra i patrioti e i Savoia fu fatale allora e negli effetti continua a esserlo oggi. In una fame cieca di potere, i Savoia fagocitarono la causa risorgimentale piegandola alle loro mire espansionistiche. L'Unità fu conquistata a prezzo di infami accordi politici, brogli elettorali e stragi di civili. E il Regno d'Italia crebbe a immagine e somiglianza del Piemonte sabaudo: uno Stato da operetta, al tempo stesso ridicolo e feroce, corrotto, reazionario e sordo ai bisogni del popolo.
Ripristinare la verità senza reticenze, anche se ciò significa toccare tabù ritenuti inviolabili, è perciò un passo fondamentale. Per il nostro presente e per il nostro futuro.

Lorenzo Del Boca

Giornalista e saggista, già presidente dell'Ordine nazionale dei Giornalisti e vicepresidente della...
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