Emilie prepara una cena a lume di candela per festeggiare il suo venticinquesimo anniversario di matrimonio. Manca solo il vino. Scesa in cantina, afferra una bottiglia avvolta in un foglio di giornale. È la pagina degli annunci. Mentre li scorre distrattamente, uno, all’improvviso, cattura la sua attenzione:
«Emilie, Aix-en-Provence 1976. Raggiungimi al più presto a Genova. Dario.»
D’istinto, Emilie risale le scale, spegne il forno e le candele, sale in macchina e dimentica il cellulare. Molla tutto – vita, marito e figlie – e si mette in viaggio. Verso l’Italia, verso i suoi sedici anni, verso un primo amore mai dimenticato.
Un romanzo che parla della nostra vita: come è, come l’avremmo voluta e come sogniamo di poterla ancora cambiare.

«Perché noi sogniamo. Sogniamo il bacio capace di risvegliare la principessa che ha dormito tanto di quel tempo da avere capelli lunghi come la sua noia, sogniamo un annuncio sul giornale che ci rimette in piedi di colpo, il cuore percorso da una scarica elettrica, gli occhi spalancati, e tutto quello che non è più per la nostra età può finalmente accadere.»