Quando amore non mi riconoscerai

Il rossetto nel frigo, l’arancia tra la biancheria, lo spazzolino nelle posate, le calze sul piatto.
D’improvviso il caos. Fraseggi senza logica, domande infantili, scambio del sole con la luna, apatia e attivismo, Venere nell’Ave Maria, Gesù in Catullo, spavento per la luce, fobia per i balconi.
Mi chiedo perché, cerco di capire.

A fatica Vincenzo si rassegna a vedere la donna da cui era rimasto folgorato in un lontano giorno in un caffè di Roma, vitale, appassionata, docente di storia, ora smarrita come una bambina di fronte alle cose più semplici. Mentre i ricordi di lei si affievoliscono inesorabilmente inghiottiti dall’Alzheimer, quelli di Vincenzo, e della loro figlia Francesca, si intensificano e si amplificano, nel tentativo di tenere viva l’immagine della donna che sorride felice da un vecchio video delle vacanze.

Postfazione di Francesca Di Mattia

Vincenzo Di Mattia

Classe 1932, ha lavorato a lungo in Rai e ha collaborato alla produzione degli sceneggiati tratti da...
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