Non passa giorno senza che venga additato da una parte consistente dell'opinione pubblica occidentale come uomo ombra delle ultime elezioni americane, manipolatore di sondaggi, artefice di inconfessabili ingerenze e ideatore di mire espansionistiche. A giudicare dal risalto che molta stampa e televisioni occidentali gli tributano, Putin non è mai stato così potente. E temuto. A lui tutti guardano con apprensione in attesa delle prossime mosse.

Considerato sin dalla sua elezione alla presidenza russa nel 1999 come l'incarnazione del male, è un personaggio scomodo e imprescindibile sullo scacchiere mondiale, mai come ora ago della bilancia di delicati equilibri. Tanto amato in patria, dove ha un consenso superiore all'ottanta per cento, quanto odiato fuori, anche se qualche mente lucida, come Henry Kissinger, osserva che "la sua demonizzazione non è una strategia, ma un alibi per nascondere la mancanza di strategia".

Ma chi è davvero Vladimir Putin? Qual è la sua visione del mondo, quali ragioni lo animano?

Hubert Seipel è uno dei pochissimi giornalisti occidentali ad avere costantemente accesso al leader russo da più di sette anni. Lo ha intervistato e incontrato a Mosca, a San Pietroburgo, a Soci e nel corso di svariati viaggi di Stato, conquistando la sua fiducia. Ha parlato con i suoi più stretti collaboratori. Il risultato è un ritratto da vicino del nuovo zar, colto nell'esercizio del potere, soprattutto in occasione di alcuni dei momenti più tesi degli ultimi tempi, dalla rivoluzione ucraina all'intervento in Siria, e un'analisi approfondita del suo operato, che arriva fino alle radici dell'inconciliabilità tra Russia e Occidente. Una fotografia imparziale e attendibile dell'uomo che sembra avere in mano le redini del mondo.