«Io sono esile, e lo sarei ancora di più se non fosse per i seni, un po’ più grandi di quanto dovrebbero essere. E sono bruna: frangetta, ciglia, sopracciglia, anima nera. Lui aveva più anni di me, molti di più. Era ricco, io non sapevo quanto, ma la sua casa assomigliava al museo di Sir John Soane, senza i custodi. Aveva un sacco di tempo libero e ancor più immaginazione. Le persone sgranavano gli occhi quando mi sgridava, non si rendevano conto che a me piaceva, mi piaceva essere guidata. Ero sempre bagnata o in lacrime per lui.
Prima non sapevo che fosse possibile realizzare fino in fondo le fantasie più intime. Dove trovare l’alleato? Dove trovare l’uomo con il coraggio necessario, la maestria, la generosità, la saggezza? Dove trovare una persona desiderosa di abbandonarsi per dare piacere a una ragazzaccia cattiva?
Eccola qui.
Apparve come se lo avessi evocato.
“Vieni da Daddy” disse. È ora di andare a letto.”
Finalmente ero a casa.»

Stella cresce con una nonna molto poco convenzionale, una sorta di Bette Davis eccentrica e terrorizzante, fino a quando, non ancora maggiorenne, decide di levare le tende e trasferirsi a Londra. Il suo spirito ribelle e una voglia bruciante di nuove esperienze la spingono a sperimentare ogni cosa. Il sesso innanzitutto. Con i personaggi più disparati. Uomini e donne. Ma una sera, a una festa, Stella incontra Daddy. Cinquant’anni, alto, forte, ricco, deciso. «Era la figura paterna che non avevo mai avuto e l’amante perfetto che avevo sempre desiderato.» Stella si trasferisce a casa sua, e scopre che il gioco sottile e conturbante della sottomissione erotica esercita su di lei un’attrazione irresistibile. Che ogni desiderio di lui è anche il suo. Fino a quando il gioco non si ribalta...