L'ombra abitata

L’istantanea di un famoso fotografo esposta in una mostra londinese immortala una ragazza e un ragazzo seduti al tavolo di un bistrot parigino nel maggio del ‘58. Un gioco di luci e ombre impedisce al visitatore, un mercante d’arte africana e oceanica, di vedere chiaramente i visi dei due giovani. Lei di spalle protesa il più possibile verso il giovane, nel tentativo di dargli un bacio, e lui quasi interamente coperto dal corpo di lei. Eppure qualcosa in quella foto risveglia nell’uomo la certezza di un ricordo. La linea della schiena della donna, i suoi capelli, il maglione e il basco indossati bastano a fargli riconoscere in quell’immagine Rose. La stessa ragazza che ventisette anni prima, lui allora ventenne, aveva amato appassionatamente, e da cui era stato lasciato all’improvviso. Una scena lontana nel tempo e nello spazio riapre la ferita di un amore finito, di un abbandono brutale, e provoca nell’uomo emozioni inattese, ma soprattutto l’irresistibile curiosità di capire come fossero andate veramente le cose. Chi era il giovane insieme a Rose, forse lo stesso per cui era stato lasciato? E dove l’aveva incontrato? Era durata la loro storia? Che fine aveva fatto Rose? L’urgenza di trovare risposte, di seguire le tracce e i segni di quella fotografia si fa prepotente e l’uomo inizia una ricerca per le vie di Parigi, attraverso nomi e luoghi lontani. È dentro quell’immagine che si delineano a poco a poco i contorni di una storia interrotta e di un percorso ricco di ricordi, nostalgie, segreti, e colpi di scena, in un viaggio in bilico tra passato e presente, che metterà l’uomo sulla strada del destino di Rose per ritrovarla, forse, e ritrovarsi.

Alberto Ongaro

Vive a Venezia, la sua città da sempre. Ma nella sua vita avventurosa, che l'ha visto per molti anni...
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