Se c’è una cosa che il detective Max Wolfe ama quasi quanto il caffè, è Londra alle prime luci dell’alba. Al mattino presto tutto è diverso, e per lui – che è rimasto solo con una bambina piccola, e per cui il mondo è ancora in macerie – sono ore preziose, durante le quali può pensare. Pensare, ad esempio, al caso che ha tra le mani, il primo della squadra Omicidi cui l’hanno assegnato da quando ha lasciato i servizi segreti.

Due uomini della stessa età, a distanza di pochissimo, sono morti. Metodo di uccisione identico: gola tagliata, così in profondità da fare assomigliare lo sgozzamento a una decapitazione. Le indagini del detective Wolfe, insieme al suo capo, l’ispettore Mallory, e alla sua nuova collega, la detective Wren, lo condurranno a una vecchia foto in cui compaiono tutte le vittime, il cui numero  nel frattempo è aumentato. Sette ragazzi ritratti vent’anni fa nell’uniforme di un prestigioso collegio inglese, Potter’s Field, sette figli di papà con l’aria beffarda di chi ha la vita dalla parte del manico fin dalla nascita. Sono vittime o sono stati anche loro carnefici? Solo a Potter’s Field, dove il passato ha lasciato le sue tracce, Max Wolfe troverà l’agghiacciante risposta.