A diciotto anni, Tony Sloane è un ragazzo inquieto. Da che i suoi hanno divorziato, ha vissuto in decine di posti diversi, e dopo aver lasciato la scuola a sedici anni ha dovuto imparare a cavarsela da solo. È con l’idea di trovarsi un lavoro per l’estate a Gibilterra che lascia Norwich in autostop, senza immaginare che l’incontro con un legionario, a Marsiglia, darà una svolta alla sua vita. Affascinato dai suoi racconti e alla ricerca di avventure, Tony si arruola, e trascorre i successivi quattro mesi impegnato in un massacrante addestramento. Impara a obbedire e a non fare mai domande, a evitare la taule, la prigione militare, a non rimpiangere mai il passato. Solo dopo centoventi chilometri di marcia ottiene il diritto di indossare il leggendario Képi Blanc, e di fregiarsi del titolo di legionario. Ma non è che l’inizio. Perché è adesso che l’addestramento si fa ancora più duro: marcia o muori; il sangue non conta; sacra è la missione, devi eseguirla a ogni costo, anche della vita; non abbandonare mai i tuoi morti, i tuoi feriti, le tue armi. Prima la Corsica, e poi l’Africa, l’Etiopia, il Sahara, il Gibuti. Fatica e violenza. Sacrificio e sadismo. Nei cinque anni successivi la Legione Straniera diventerà la sua patria, la sua famiglia, la sua ragione di vita.