Dopo le dimissioni del precedente “amministratore delegato” – papa Ratzinger – la Chiesa ha terminato definitivamente la “stagione dei saldi”. Con papa Bergoglio ha aperto una nuova era, affrontando alla radice l’ormai riconosciuta obsolescenza del prodotto – la Dottrina cattolica – e una evidente inadeguatezza di fronte alle istanze della società moderna.
Per dare un segno di vicinanza con i suoi “consumatori” – i fedeli – papa Francesco ha dato avvio alla riforma dello IOR, alla costituzione di un Consiglio di Amministrazione di otto saggi cardinali, a un ripensamento globale della sua “rete vendita” di vescovi, sacerdoti e cardinali, giungendo addirittura a intraprendere l’insolita iniziativa di un sondaggio a livello mondiale su come le parrocchie affrontano oggi questioni sensibili: controllo delle nascite, divorzio, unioni omosessuali.
La rivoluzione della Chiesa è in corso e le sorprese non mancheranno.
Questo papa ha dimostrato non solo di essere un grande comunicatore, ma un maestro di leadership, uno stratega in grado di mettere in atto il “marketing del significato”: una grande operazione di recupero di valori autentici capace di scatenare una rivoluzione etica non solo in ambito ecclesiale, ma anche politico, economico e mediatico.