«Hanno fondato compagnie, sono alla guida dei centri universitari di ricerca più all'avanguardia nel mondo. Sono arrivati qui un po' per caso. Nelle loro interviste raccontano che non sono scappati da nulla, non hanno chiuso una porta dietro di loro, ma ne hanno aperto una nel futuro, hanno seguito un'opportunità.
Immensamente grati e fieri di essere italiani, non hanno mai dimenticato l'Italia e contano di tornare.
Sono i cervelli italiani nel mondo.
»


L'energia della Valley è un connubio di intelligenze, di quello che in inglese si chiama diversity, diversità di culture, razze, modi di pensare e agire. E tra queste persone ci sono gli italiani, numerosi e di successo.
Gli immigrati italiani popolano la California da oltre cento anni, in ruoli di sempre maggior pregio e prestigio. Arrivati in massa, poveri e poco istruiti, all'inizio del xx secolo, hanno esercitato i lavori più umili, come agricoltori, facchini e lavandaie.
Nel 2019 gli italiani ci sono ancora e sono molti. Ma rappresentano un altro tipo di immigrazione. I percorsi di vita dei nostri connazionali nella Silicon Valley si snodano oggi nel mondo della ricerca e dell'innovazione.
Ci sono grandi protagonisti come Federico Faggin, uno dei padri del microchip. C'era Luigi Luca Cavalli Sforza, tra i migliori genetisti di Stanford, e c'è Cristina Dalle Ore, astronoma trevigiana che ha scoperto l'azoto su Plutone. O ancora Luca Maestri, attuale CFO di Apple.
Ci sono poi italiani di seconda generazione: come Janet Napolitano, una tra le dieci donne più potenti del mondo, ora presidente delle università della California, che non ha mai smesso di amare l'Italia, patria dei suoi genitori…

L'energia della Valley è un connubio di intelligenze, di quello che in inglese si chiama diversity, diversità di culture, razze, modi di pensare e agire. E tra queste persone ci sono gli italiani, numerosi e di successo.
Gli immigrati italiani popolano la California da oltre cento anni, in ruoli di sempre maggior pregio e prestigio. Arrivati in massa, poveri e poco istruiti, all'inizio del XX secolo, hanno esercitato i lavori più umili, come agricoltori, facchini e lavandaie.
Nel 2019 gli italiani ci sono ancora e sono molti. Ma rappresentano un altro tipo di immigrazione. I percorsi di vita dei nostri connazionali nella Silicon Valley si snodano oggi nel mondo della ricerca e dell'innovazione.
Ci sono grandi protagonisti come Federico Faggin, uno dei padri del microchip. C'era Luigi Luca Cavalli Sforza, tra i migliori genetisti di Stanford, e c'è Cristina Dalle Ore, astronoma trevigiana che ha scoperto l'azoto su Plutone. O ancora Luca Maestri, attuale CFO di Apple.
Ci sono poi italiani di seconda generazione: come Janet Napolitano, una tra le dieci donne più potenti del mondo, ora presidente delle università della California, che non ha mai smesso di amare l'Italia, patria dei suoi genitori...