La donna è accasciata sul pavimento; il volto di cera, intonso, e gli occhi chiusi danno l’impressione che dorma, di un sonno triste però, senza speranze né desideri. Solo il busto, coperto di sangue e attraversato da una profonda ferita da arma da fuoco, la rende differente dai tanti corpi stanchi che trovano riposo nella notte. Accanto a lei un biglietto con scritto «l’amore mi fa morire».
Per il sergente Riker, agente della polizia di New York, il caso potrebbe essere archiviato subito come l’ennesimo suicidio, ma la vittima, Savannah Sirus, è morta nell’appartamento di Kathy Mallory, sua collega al dipartimento, di cui non si hanno notizie da giorni.
Nell’appartamento non ci sono tracce di Mallory, ma pare che Savannah abbia vissuto con lei per qualche tempo. Così Riker decide di cercarla, non può che credere alla sua innocenza, ma conosce Mallory e sa che rispettare le regole non è mai stato il suo forte, e questa volta potrebbe costarle la carriera o forse qualcosa di più.
A qualche centinaia di chilometri, a Chicago, Kathy si sta occupando di un’indagine personale, seguendo l’ombra di uno spietato serial killer. L’uomo che sta cercando è crudele e ripetitivo, le sue vittime sono bambini, i cui piccoli corpi vengono privati della mano destra e sepolti accuratamente sul ciglio di una strada, sempre la stessa, per tutti: la Route 66, che attraversa il paese e su cui il serial killer, da oltre vent’anni, ha deciso di spargere un’infinita scia di sangue.
Per fermare la sua caccia, Mallory sarà costretta a fare i conti con un passato mai veramente dimenticato e a seppellire quei morti che hanno tormentato i suoi incubi fino a quando Savannah non ha bussato alla sua porta.

La donna è accasciata sul pavimento; il volto di cera, intonso, e gli occhi chiusi danno l’impressione che dorma, di un sonno triste però, senza speranze né desideri. Solo il busto, coperto di sangue e attraversato da una profonda ferita da arma da fuoco, la rende differente dai tanti corpi stanchi che trovano riposo nella notte. Accanto a lei un biglietto con scritto «l’amore mi fa morire».
Per il sergente Riker, agente della polizia di New York, il caso potrebbe essere archiviato subito come l’ennesimo suicidio, ma la vittima, Savannah Sirus, è morta nell’appartamento di Kathy Mallory, sua collega al dipartimento, di cui non si hanno notizie da giorni.
Nell’appartamento non ci sono tracce di Mallory, ma pare che Savannah abbia vissuto con lei per qualche tempo. Così Riker decide di cercarla, non può che credere alla sua innocenza, ma conosce Mallory e sa che rispettare le regole non è mai stato il suo forte, e questa volta potrebbe costarle la carriera o forse qualcosa di più.
A qualche centinaia di chilometri, a Chicago, Kathy si sta occupando di un’indagine personale, seguendo l’ombra di uno spietato serial killer. L’uomo che sta cercando è crudele e ripetitivo, le sue vittime sono bambini, i cui piccoli corpi vengono privati della mano destra e sepolti accuratamente sul ciglio di una strada, sempre la stessa, per tutti: la Route 66, che attraversa il paese e su cui il serial killer, da oltre vent’anni, ha deciso di spargere un’infinita scia di sangue.
Per fermare la sua caccia, Mallory sarà costretta a fare i conti con un passato mai veramente dimenticato e a seppellire quei morti che hanno tormentato i suoi incubi fino a quando Savannah non ha bussato alla sua porta.