Secolo xiii. Il destino di Eustachius von Felben, cavaliere dell’Ordine Teutonico, sembra essere sempre la battaglia. Dopo il suo ritorno in Prussia dalla Terrasanta, si è trovato subito coinvolto nella repressione della sanguinosa rivolta delle popolazioni indigene, che rivendicano la loro libertà e, fedeli ad ancestrali tradizioni, rifiutano la conversione al Cristianesimo: è una lotta crudele e senza esclusione di colpi, che di continuo costringe i cavalieri crociati a confrontarsi drammaticamente con gli imperativi della loro coscienza.
A nulla valgono i trattati, accettati da alcuni capi dei Galindi, che riconoscono all’Ordine il governo sulla regione, concedendo nel contempo ampi diritti ai convertiti.
A rinfocolare incessantemente le ostilità, incendiando i villaggi e costringendo alla schiavitù i sopravvissuti, è la setta dei Mantelli Neri, che ha il suo covo in un’isola nelle paludose terre dei laghi Masuri, dove un crudele sciamano pratica sacrifici umani. Provato da trent’anni di guerre, ma fermissimo nella sua fede, Eustachius dovrà
guidare un’audace spedizione in quei luoghi selvaggi per stroncare i barbari residui del paganesimo e portare finalmente la pace.