Alla notizia del ritrovamento del cadavere, il detective Van Helden aveva cercato di immaginarselo. Gli era persino venuto da ridere: un corpo privo di vita con la testa infilata nell’argine della diga. Doveva esserci un errore. E invece no, la scena è proprio così: lugubre e grottesca al tempo stesso. Solo la testa è sepolta; il resto del corpo, seminudo, fuoriesce, coperto con un sacco di iuta. Mutilato dell’indice destro.
Gioco pericoloso? Macabro rituale? Di certo uno shock per il vicino paese di Petten, nell’Olanda del nord. Nella stessa zona, pochi mesi prima, era stato rinvenuto un teschio risalente al Seicento: un cranio relativamente ben conservato, come se, anche in quel caso, dell’uomo fosse stata sotterrata soltanto la testa. Non c’era traccia di altre ossa intorno; poco lontano, solo un anello con un sigillo, che portava ancora i contorni di uno stemma di famiglia.
Rob van Helden è uno dei migliori agenti investigativi sulla piazza, ma anche uno dei più difficili con cui lavorare: ingombrante come la sua stazza, non particolarmente amato dai colleghi. Con lui collabora Nicole Hessels, detta Nick, aspirante detective nonostante l’opposizione della famiglia, grande zelo e spirito di osservazione superiore alla media. A loro il compito di fare luce sul recente omicidio e sull’eventuale connessione con l’antico teschio. La tesi sembrerebbe assurda, eppure tutti gli indizi portano proprio a un delitto avvenuto nel xvii secolo e a un misterioso patto, stretto all’epoca tra alcuni ricchi mercanti per assicurarsi il controllo della maggiore risorsa del paese: l’acqua.
A distanza di quattrocento anni, la storia sembra ripetersi e l’Ordine dei 15 – la società segreta sorta da quell’oscuro accordo – è ancora disposta a tutto pur di non perdere denaro, prestigio e potere.