L'innocenza rubata
Nel settembre del 2007, a St. George (Utah), Elissa Wall fu la testimone chiave nel processo contro il sedicente profeta Warren Jeffs, fondatore della Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Rilasciò una deposizione sconvolgente, descrivendo come fu costretta – per volere della comunità e del suo leader – a sposare, a soli quattordici anni, un cugino molto più vecchio di lei. La sua testimonianza di fronte alla corte diede una svolta decisiva all’inchiesta giudiziaria, smascherando le tendenze violente e pedofile di Warren Jeffs e la degradante condizione in cui erano tenute le donne nella comunità, schiave brutalizzate e spose bambine di mariti poligami. La storia di Elissa, narrata in prima persona, ci conduce all’interno delle patologie di una setta religiosa che ha prosperato negli USA fino alla fine degli anni ’90, in un contesto ammantato di religiosità e di deformazioni misticheggianti.
Elissa parla della sua infanzia inquieta, sottoposta a un’educazione autoritaria, della sua segregazione lontana dal mondo, fino al giorno del matrimonio, che secondo gli anziani della comunità avrebbe domato per sempre il suo carattere ribelle. Una volta sposata, Elissa sarebbe stata sottomessa «mente, corpo e anima» ai voleri del marito-padrone. Dopo anni di stupri, abusi e umiliazioni, decide di fuggire senza un soldo in tasca e di denunciare al mondo le violenze subite.
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