Come avrei potuto essere diversa?
È questo il dilemma della mia vita.


Nell’Inghilterra del Trecento, Alice Perrers non può decidere del suo destino: l’unica strada che si dispiega di fronte a lei è quella dell’obbedienza. A soli quattordici anni viene strappata alla famiglia e costretta a sposare un ricco mercante per volere del padre. L’unione, che si rivela felice, è anche benedetta dalla regina madre. Ma su quello che è un grande onore grava un’ombra: un misterioso vincolo di obbedienza che obbliga Alice a vivere a corte come una prigioniera, mentre le assenze del marito si fanno sempre più frequenti e inspiegabili.
Finché, un giorno, uno sfuggente emissario le consegna i grani del rosario di suo marito, con un messaggio: «Perdona e dimentica». Solo allora Alice si rende conto di quanti segreti il suo sposo – che non tornerà più – le nascondesse, segreti costati a lui pericolose inimicizie, cui ora lei stessa è esposta.
La corte resta l’unico rifugio di Alice. Ma, ancora una volta, la sua protezione ha un prezzo: quando il re Edoardo III la elegge sua favorita, infatti, lei non può che cedere. Troverà inaspettatamente conforto in quell’amore, sincero e reciproco, mentre molti intorno a lei tramano per farla cadere in disgrazia. Imparerà a difendersi da intrighi e maldicenze, macchinazioni politiche e attentati alla sua stessa vita. Perché, se non può sottrarsi alle scelte che il mondo degli uomini e del potere continua a imporle, può almeno imparare a sopravvivere giocando d’astuzia.