Guerrieri appartenenti al medesimo popolo. Questo sono i Mongoli per il grande Gengis, il Khan dell’Oceano verde, che mal tollera i tentativi compiuti dagli Xi Xia e dai Chin, nemici storici delle sue genti, per favorire dissapori e rivalità fra le molte tribù che gli hanno giurato fedeltà.
Ecco allora l’ennesima, titanica impresa che Gengis si prefigge: guidare la nuova nazione alla conquista delle terre dei nemici, spronando gli uomini a riconoscere ciò che davvero li lega. Ed è proprio il sentimento di vendetta, insieme al gusto della battaglia e al coraggio, che permette a Gengis di tenere unita la sua immensa orda, di costruire a poco a poco tra i Mongoli una coscienza di popolo, di dare alle tribù regole e norme e di guidarle attraverso steppe e deserti verso l’obiettivo comune.
Lo affiancano in questa esaltante sfida i fratelli: l’impulsivo e coraggioso Khasar, il più introverso ma assai acuto Kachiun, e Temuge, il minore e più gracile dei fratelli, addestrato nelle arti sciamaniche e nella conoscenza della scrittura da Kokchu, astuto e ambiguo stregone.
Le immense distanze e le asperità del territorio rendono l’impresa difficile, nonostante la leggendaria velocità di spostamento dei Mongoli. Ma, soprattutto, Gengis dovrà guardarsi dal malcontento e dalle tensioni che serpeggiano fra i suoi uomini, se davvero vorrà realizzare il suo sogno di grandezza e far entrare il suo popolo nella leggenda.