Sua madre – una donna fredda e dura, che lei ha visto solo in rare occasioni – ha partorito e abbandonato undici figli. Emma è la decima.
Trascorre la sua infanzia in collegio, un luogo di deprivazione e di autentico terrore. La vita delle bambine è completamente contingentata e del tutto priva di amore, di un qualsiasi gesto di affetto. Alle punizioni corporali si aggiungono più sottili tormenti e vessazioni psicologiche.
Nell’istituto – i famigerati “collegi” menzionati come spauracchio a generazioni di bambini – le bimbe non hanno alcun contatto con l’esterno. Sono mille silenzi.

Una memoir che commuove, indigna, colpisce al cuore.