Il paese di polvere e di vento
Hamida aveva due anni quando ha lasciato l'Afghanistan. Da allora, e per quasi trent'anni, non vi ha più rimesso piede, vivendo come una qualsiasi bambina occidentale, con lo sguardo più piantato sul futuro che sul passato, trascurando le sue radici.
Poi c'è stato l'11 settembre, e il mondo è tornato a volgere i suoi occhi su quelle terre a lungo dimenticate. Il Daily Telegraph, il giornale per cui Hamida lavora, ha bisogno di un corrispondente. Per lei è l'occasione di tornare a casa.
Al suo arrivo a Kabul la accoglie un senso di assoluta estraneità. Ma, secondo un antico detto, per capire un uomo devi conoscerne il passato. E lo stesso vale per un paese. In un Afghanistan ferito, liberato dai talebani ma pur sempre prigioniero, Hamida cerca un'immagine della sua patria senza armi, senza case e vite distrutte. La terra che hanno conosciuto e amato i suoi genitori e che ancora rimpiangono. La trova in piccoli frammenti nella gente che incontra, e nelle tessere che pian piano ricompongono il mosaico della sua famiglia: i racconti di chi è rimasto, di chi è sopravvissuto agli anni più duri. Grazie alle loro voci, ai ricordi affidati a una fotografia stropicciata, ai versi intensi e coraggiosi di sua nonna, Hamida tornerà finalmente ad appartenere alla sua terra.
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