Il maestro di blu
Francia XV secolo. Mastro Lucas è un rinomato tintore. Come da tradizione, la sua famiglia è specializzata in un colore, i cui segreti vengono tramandati di generazione in generazione come una preziosa eredità. Il destino di suo figlio Simon sarà dunque il rosso. E mastro Lucas tutto potrebbe accettare, fuorché lui diventasse un tintore di blu. Passi il giallo, che con il rosso è apparentato, ma il blu. Il blu è freddo, è il colore delle nuvole che portano la grandine, blu è la pelle dei naufraghi restituiti dal mare. E poi suo figlio è persino nato con il marchio di fabbrica, una macchia rossa sulla faccia.
Ma Simon è attratto dal blu come da un richiamo, o da una malia. Un colore che viene dal cielo non può essere tanto cattivo. E quando un giorno il destino mette sulla sua strada Joachim Fressard, commerciante di pastello, la pianta da cui si ricava il blu, Simon decide di seguirlo. Joachim però non è quello che appare, è un avido manipolatore, capace di qualunque cosa per il proprio interesse. Simon, accecato dall’ossessione per un colore e dall’amore illecito per una donna, arriva a vendergli il suo talento e la sua anima. Ma un giorno, quando, dopo centinaia di tentativi, avrà ottenuto il blu perfetto, sarà costretto a fare i conti con la scia che Fressard ha tracciato alle sue spalle. Scia di un colore che Simon conosce molto bene: il rosso sangue.
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