Palestina 1187. Il cielo verso Oriente si stava schiarendo lentamente e Alexander Sinclair, cavaliere dell’Ordine dei Templari, guardava la pallida luce trasformare la notte, consapevole solo di una cosa: quel giorno lui e il suo esercito avrebbero combattuto contro gli infedeli di Saladino la battaglia più lunga e probabilmente avrebbero incontrato la morte. Da settimane infatti erano partiti da Gerusalemme per raggiungere il forte di Tiberiade; ma la strada verso il nemico passava attraverso un immenso deserto, con le scorte di cibo e acqua che stavano per terminare e i soldati saraceni, nascosti nelle grotte, pronti ad attaccarli a ogni passo. La decisione di Guido di Lusignano, il re fantoccio della Città Santa, di mandare il più grande esercito che le truppe cristiane avessero mai avuto in Palestina al totale sbaraglio, in una zona così difficilmente espugnabile, era per Alexander inspiegabile. Ma era stato il Gran Maestro del Tempio a consigliare il sovrano a prestare i servigi dei cavalieri Templari. Forse il segreto che da oltre un secolo veniva tramandato tra i monaci dell’Ordine era in pericolo e per questo bisognava distogliere l’attenzione di tutti, cristiani e mori, da Gerusalemme. Alexander e suo cugino André combatteranno strenuamente feroci battaglie al fianco di Riccardo Cuor di Leone e neanche a costo della vita sveleranno che cosa si cela tra le pietre millenarie del Tempio di Salomone.