«Era il bambino più bello che avessi mai visto. Se ne stava accucciato nel mezzo di un marciapiede affollato di Arat Kilo, una delle vie principali di Addis Abeba. Centinaia di pedoni, che dal suo punto di vista dovevano sembrargli una foresta di gambe, gli scivolavano accanto nella elegante camminata caratteristica degli etiopi. Doveva avere sui quattro anni. Teneva la mano destra aperta a coppa per raccogliere le monetine che occasionalmente cadevano dall’alto e mi fissava attraverso occhi dalle ciglia incredibilmente lunghe. Subito pensai che quel bambino avesse bisogno di cure. Quel giorno stavo tornando in albergo dopo aver incontrato Rick, un medico che da vent’anni dedica la sua vita a curare i bambini etiopi. Dovevo scrivere un articolo su di lui. Tornai alla clinica e gli raccontai del bambino. Con il suo entusiasmo inattaccabile disse solo: “Andiamo a cercarlo”.»

Questa è la storia di un amore inesauribile per gli esseri umani, che spinge Rick da anni a combattere una personale battaglia contro la cronica mancanza di fondi e mezzi per dare un futuro e, quando serve, una famiglia ai bambini poveri e malati dell’Etiopia. È la storia di Marilyn, che si lascia conquistare dal motto di Rick: «Salvi una vita e salvi il mondo intero». Ed è la storia di Danny, il bambino del marciapiede, che oggi ha una casa e una mamma, e dei tanti bambini che grazie alla dedizione di un uomo sono usciti dal buio per abitare il giardino della luce.